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Lettera a un amico sulla pace (7.3.2022)
 
La guerra appartiene alla preistoria. Costruiamo la pace (25.2.2022)
 
Guerra commerciale USA – Germania per il gas: la trappola degli Stati Uniti (21.2.2022)
 
Ucraina: diamo una possibilità alla Pace! (31.1.2022)
 
I venti di guerra in Ucraina visti dalla Repubblica Ceca (29.1.2022)
 
Europa per la Pace. Fermiamo la guerra in Ucraina. (24.1.2022)
 
La militarizzazione della società: educazione alla guerra nelle scuole della Repubblica Ceca (5.7.2017)
 
Gli USA andranno oltre la semplice provocazione alla Russia prima dell’insediamento di Trump? (8.1.2017)
 
Dopo il voto all’ONU del 27 ottobre 2016 anche l’Italia deve schierarsi per il bando delle armi nucleari (25.11.2016)
 
Mairead Corrigan: “Se non fosse NATO” (14.3.2016)
 

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Guerra o Pace?

Condanniamo l'aggressione armata della Russia nei territori dell'Ucraina, pur consapevoli dei molteplici interessi economici e politici che precedono e motivano il conflitto.

La nostra priorità è far cessare la guerra, salvare vite umane e frenare il disastro economico, che pagheranno come al solito i popoli e le persone più povere e fragili.

Vogliamo la pace. E la pace si raggiunge con il dialogo e il negoziato, non sostenendo il conflitto con l’invio di armi e soldati. La vita umana è il valore più alto e nessuna ragione geopolitica, nessuna ragione economica, nessuna pretesa guerra per la liberazione sono al di sopra dell'essere umano.

Salvare veramente il popolo ucraino dal disastro vuol dire far tacere tutte le armi. Per questo denunciamo l’irresponsabilità di tutte le istituzioni che fomentano la guerra con l’invio di armi all’Ucraina: Governi europei, Regno unito, Governo statunitense, NATO, Unione Europea…

Chiediamo all’Organizzazione delle Nazioni Unite di esercitare con decisione il proprio ruolo per il mantenimento della pace e della sicurezza mondiale.

Chiediamo a tutti i governi che non sostengano questa guerra nemmeno con un euro, un soldato o un fucile, perché questa scelta serve solo a renderla più cruenta, più lunga, con più morti e più sofferenza. Chiediamo che non si adottino sanzioni destinate a peggiorare la vita delle popolazioni in qualunque latitudine del pianeta.

Chiediamo che l’Unione Europea contribuisca alla pace, come dichiarato nel suo trattato istitutivo, e si ponga come interlocutore indipendente in questo conflitto. Che operi attraverso la mediazione diplomatica e il dialogo, prendendo in considerazione le richieste e le inquietudini di entrambe le parti, per arrivare ad un accordo che porti al cessare delle ostilità.

Incombe su tutti noi la minaccia di una guerra nucleare, che può scoppiare anche per un incidente. Per questo chiediamo a tutti i governi di aderire immediatamente al trattato per la proibizione delle armi nucleari, entrato in vigore il 22 gennaio 2021.

Le armi nucleari vanno smantellate ora, dopo sarebbe troppo tardi.

Siamo indignati con tutti quei leader che, nonostante le notevoli risorse economiche e tecnologiche di cui dispongono, sono incapaci di creare una società giusta e veramente umana.

Non vogliamo essere complici di tanta irresponsabilità.

Assumiamoci la responsabilità del nostro futuro, facciamo appello alle nostre aspirazioni più profonde, che ci legano al cuore di ogni essere umano, per cambiare il segno distruttivo degli eventi.

Protesteremo in tutte le forme nonviolente per raggiungere questo obbiettivo:

la guerra è un disastro, costruiamo la pace.

Europa per la Pace
www.europeforpeace.eu
https://www.facebook.com/EuropaPerLaPace

La guerra appartiene alla preistoria. Costruiamo la pace

La situazione del conflitto in Ucraina, che colpisce una popolazione già segnata da anni di sofferenze, in queste ore è precipitata ed il rischio di una guerra che non potrà avere né vinti e né vincitori diventa sempre più tangibile e reale.

Ogni ora le speranze di riuscire ad evitare un conflitto su larga scala si assottigliano e si ha la sensazione che il coinvolgimento di tutta l’Europa in questa guerra sia solo questione di tempo.

L'urgenza è quella di fermare la guerra, ma i governi europei sono impegnati a fare il coro alle posizioni Atlantiche preoccupandosi solo delle sanzioni. Si condanna giustamente l’ingresso delle forze armate russe in Ucraina ma si dimentica intenzionalmente di denunciare la folle politica espansionistica della NATO che è al centro di questo conflitto, il cui campo di battaglia è l'Europa, ma che in realtà è tra Stati Uniti e Russia.

E’ arrivato il momento in cui le persone comuni, le associazioni, i movimenti progressisti, tutta la società civile europea è chiamata a dare il proprio fondamentale contributo per dare un segnale chiarissimo ed inequivocabile ai propri governi. La gente comune è quella che pagherà davvero il prezzo di questa assurdità.

È arrivato il momento di mettere da parte le nostre differenze, di prenderci per mano e far capire ai nostri governanti, con una sola voce, che se vogliono mandarci in guerra si ritroveranno da soli.
Non permetteremo a nessuno di giocare a risiko con le nostre vite e con quelle dei nostri figli.

L’unica possibilità di uscire da quest'incubo è che l’Europa non metta a disposizione un solo euro, un solo uomo e una sola base in azioni di guerra. Al contrario è necessario iniziare urgentemente un dialogo con tutti gli attori in campo per trovare una soluzione pacifica e accettabile da tutti.

È arrivato il momento di rimettere la guerra nell'unico posto che le compete: la preistoria.

Europa per la pace.

Ucraina: Diamo una possibilità alla Pace!

Le tensioni tra gli Stati Uniti e la Federazione Russa evolvono in maniera preoccupante. La Russia dispiega le sue truppe mentre l'espansione della NATO minaccia equilibri già instabili. E l'Ucraina, già dilaniata dalla guerra civile, si trova al centro di questo vortice pericoloso.

Dal canto suo l’Europa si allinea alla politica degli Stati Uniti andando contro i propri stessi interessi. La Russia non solo è importante per il gas ma è un mercato essenziale per l’Europa. Una vera collaborazione all’interno di una regione euroasiatica porterebbe benessere e un grande avanzamento non solo economico. Ma è proprio questo che gli Stati Uniti non vogliono e quindi favoriscono le divisioni in Europa, non solo tra Est e Ovest, ma anche all’interno degli stessi paesi occidentali. Non vogliono accettare che il mondo sia diventato multi-polare e alimentano un'atmosfera da guerra fredda.

L’Europa può avere un ruolo decisivo, volto al progresso e alla pace, ma deve avere una politica estera unitaria e indipendente, come auspicato nella dichiarazione Europa per la Pace.

Oggi l’Europa deve fare tutti gli sforzi necessari per una soluzione diplomatica del conflitto opponendosi a qualsiasi intervento armato. La Russia deve ritirare le sue truppe dal confine ma si deve garantire la non espansione della NATO in Ucraina.

I politici europei, persi tra sondaggi elettorali e interessi di parte, sono all’altezza della missione che la storia chiede loro? Hanno chiare le conseguenze catastrofiche di una guerra tra potenze nucleari? Si rendono conto che qui è in gioco il futuro dell’umanità?
E il popolo ucraino vuole davvero una guerra disastrosa sul proprio territorio per fare gli interessi di una potenza straniera?

E' il momento di rispondere al clamore che viene dal futuro! E’ il momento che i popoli, le persone comuni, gli Invisibili, quelli che non partecipano ai negoziati e non appaiono nei talk show, facciano ascoltare la loro voce contro la guerra e a favore della pace. E' il momento di risvegliarsi dall'ipnosi mediatica! E’ il momento di scendere in piazza, è il momento di agire ! Anche piccoli gesti in questa direzione sono importanti per dare a noi stessi e ai nostri figli un futuro, un futuro umano dove finalmente si riderà delle sventure che oggi siamo costretti a vivere.

Riprendiamoci il futuro.
Diamo una possibilità alla Pace!
Europa per la Pace
#UmanistiperlaPace

Europa per la Pace. Fermiamo la guerra in Ucraina.

E' necessario fermare immediatamente l'escalation del conflitto in Ucraina tra Stati Uniti e i suoi alleati da una parte e la Federazione Russa dall'altra. Le conseguenze di un conflitto in Ucraina sarebbero disastrose.
Per questo pubblico la dichiarazione Europa della Pace, che insieme ad altri umanisti abbiamo scritto nel 2007. Aderirono alla dichiarazione Noam Chomsky e Michail Gorbaciov, in Italia Giulietto Chiesa, Dario Fo, Francesco Baracca, Beppe Grillo, Margherita Hack e numerosi altri.
La campagna si diffuse in tutto il mondo aiutando tra l'altro a fermare l'installazione di una base militare statunitense in Repubblica Ceca. Questa dichiarazione può essere un momento di riflessione per una campagna pacifista e non violenta a favore della pace in Ucraina.

Gerardo Femina


UN’EUROPA PER LA PACE
Un’Europa libera dalle armi nucleari

In tutto il mondo scienziati e artisti, militari e pacifisti, donne e uomini, giovani e anziani dicono: la guerra è un disastro!

L’Europa rappresenta per molti un’aspirazione, un modello economico, un riferimento culturale, l’idea stessa di benessere e sicurezza sociale. L’Unione Europea cresce e sempre nuovi paesi chiedono di poterne far parte.

L’ Europa vuole “promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli“, ma questo desiderio si scontra con una realtà che negli ultimi anni é cambiata velocemente: il terrorismo internazionale, la guerra in Iraq, il ricorso alla violenza per risolvere i conflitti internazionali, regionali e locali, la strategia della guerra preventiva e soprattutto una nuova folle corsa agli armamenti nucleari.

Le dichiarazioni di Stati Uniti e Francia sulla possibilità di usare per primi la bomba atomica contro il terrorismo, le affermazioni del Giappone sulla possibilità di entrare nel mondo dell’atomica per scopi difensivi, l‘intenzione dell‘Iran e della Corea del Nord di proseguire nel loro programma nucleare, lasciano tutti sgomenti.

La Europa, abdicando al suo ruolo di potenza economica e culturale mondiale, frammentata nei suoi governi nazionali e subordinata alla strategia politica militare degli Stati Uniti, accetta l’installazione di nuove basi, favorendo l‘aggravarsi delle tensioni internazionali.

I popoli in tutta Europa, invece, chiedono: diamo una possibilità alla pace!

L’Europa non deve appoggiare alcuna politica che trascini il pianeta verso la catastrofe: qui è in gioco la vita di milioni di persone, è in gioco il futuro stesso dell’umanità. Le armi nucleari vanno smantellate oggi, prima di usarle; dopo sarebbe troppo tardi. Che i politici siano alla altezza della situazione o si facciano da parte!

L’Europa ha l’occasione storica di essere un modello positivo e trainante per tutti quei paesi che stanno avviandosi all’integrazione regionale in America-latina, in Asia e in Africa. L’Europa ha l’occasione di avviare una politica internazionale di distensione e di pace, che possa aprire i nuovi orizzonti e i nuovi cammini che l’essere umano ha bisogno di percorrere. L’Europa ha l’occasione di mettersi alla testa di un cambiamento epocale come avanguardia della Nazione Umana Universale.

Chiediamo che l’Europa scelga una politica di pace, decisa e non-violenta. Chiediamo come misure urgenti e irrinunciabili:
un’Europa libera da armi nucleari: pretendere dagli Stati Uniti il ritiro di tutti gli ordigni nucleari presenti nelle basi USA-Nato per il loro smantellamento, e l’eliminazione degli arsenali nucleari della Francia e della Gran Bretagna, come primi passi per avviare il programma di disarmo nucleare globale con la supervisione dell’ONU.
dichiarare illegali le armi nucleari secondo la sentenza del Tribunale Internazionale del 1996.
la cancellazione di qualsiasi accordo per l’installazione o l’ampliamento di basi militari di potenze straniere sul territorio.
il ritiro delle truppe dei paesi europei dai territori occupati.
la ricerca della mediazione diplomatica e del dialogo per la soluzione dei conflitti.
Nelle strade delle grandi metropoli e delle loro periferie, nei piccoli centri urbani e rurali d’Europa, qualcosa di nuovo sta nascendo: una sinfonia dolce ma potente, che come un uragano travolge ogni ingiustizia, ogni sopruso, ogni violenza. Nessuno potrà farla tacere, perché è la speranza piu‘ profonda dell’essere umano.

Amiche e amici di tutta Europa, costruiamo con la forza della non violenza un’Europa di pace!

Praga, 22 febbraio 2007
Umanisti per la Pace

La violenza è il problema, non la soluzione

L’attentato terroristico che ha avuto luogo il 13 novembre a Parigi è un altro atto di violenza contro la popolazione civile, un altro atto di violenza contro tutta l’umanità. Chiaramente si dimostra che chiunque, in qualsiasi parte del mondo può essere una vittima della violenza brutale, alimentata dall’odio, dall’intolleranza, dalla discriminazione, dal fanatismo e dalla vendetta.

Questo nuovo massacro non può essere visto in modo isolato rispetto ad altri simili avvenuti anni fa a New York, Londra e Madrid, né si può affermare che questi non abbiano nulla a che fare con le invasioni e le guerre in Iraq, Afghanistan, Libia, Siria, dove i morti si stanno contando a centinaia di migliaia. Oggi si sta dimostrando che le risposte a queste guerre, causate soprattutto dai paesi occidentali, non possono essere confinate alle aree di conflitto. Globalizzazione significa che le risposte possono sorgere in qualsiasi punto del pianeta. Non c’è un “luogo sicuro” nell’escalation di violenza.

Denunciamo con forza le azioni di intollerabile ipocrisia che alimentano la cultura della guerra e della violenza. Gli stessi che da un lato invadono paesi e vendono armi, poi sostengono le vittime di atti terroristici da loro finanziati, anche se in modo indiretto. Isoliamo coloro che prestano maggiore attenzione alle vittime del loro mondo e dimenticano quelli che causano in terre lontane …

La violenza non può mai essere la soluzione alla violenza. La violenza è il problema e c’è solo un modo per risolverlo: porre gli esseri umani e le loro necessità di base (istruzione, cultura, pari opportunità, un’equa distribuzione della ricchezza) al centro delle nostre azioni e della nostra politica. E’ evidente che l’umanità non può più sopportare la violenza e ha bisogno di una vera cultura della pace e della nonviolenza.

Come MGSV siamo vicini non solo alle famiglie e agli amici delle vittime degli attentati terroristici di Parigi, ma anche alle famiglie dei terroristi, giovani senza futuro che diventano burattini di interessi oscuri. Ci appelliamo a tutte le persone per imparare a resistere alla violenza in se stessi e nella società umana, praticando la nonviolenza attiva. Continueremo a stimolare l’organizzazione di forum, eventi, workshop di sensibilizzazione e di formazione in tutti i possibili punti del pianeta e in tutte le culture per aiutare la crescita di una coscienza nonviolenta.

Chiediamo ai governi di fermare l’escalation di violenza istituzionale, perché questa sia l’ultima volta. Chiediamo di denunciare appellandosi al diritto internazionale i governi dei paesi che causano, invadono, interferiscono e promuovono colpi di stato in altri paesi, assumono atteggiamenti cinici in difesa della “libertà” della, “democrazia” o dei “diritti umani”.

La tentazione di entrare in una spirale di azione / reazione alimenterà la strada verso il disastro. Da molte parti si sente già dire che la terza guerra mondiale è già cominciata.

Per l’essere umano è il momento di lasciare la preistoria e intraprendere la vera umanizzazione attraverso la nonviolenza.

Il nostro sostegno e la nostra solidarietà vanno a tutte le vittime innocenti di Parigi, della barbarie del terrorismo e delle guerre nel mondo.

Mondo senza guerre e violenza